24
Oct 08

Soundtrack of my life..

soundtrack_of_my_life_by_gospodarsamoce.jpgOggi un mio collega mi chiedeva come faccio ad ascoltare il country. In effetti la domanda è lecita, sopratutto perchè il country è uno dei generi più disprezzati/misconosciuti. A parte ascoltare un pò di Chet Atkins e Merle Travis o Albert Lee possa sicuramente dare indizi su come un chitarrista non possa non apprezzare questo genere, credo che la mia migrazione sia dovuta a stati sentimentali.

Io realmente credo che la musica che si ascolta si leghi indissolubilmente con la vita delle persone, o perlomeno di quelle persone cui la musica è un senso di vita. Ed è proprio questo il motivo di come il country musica ora i miei pensieri.

Se l’heavy metal sottolineava la mia voglia di libertà e di rompere gli schemi dell’adolescenza, di mandare al diavolo tutti (“Leather and metal are our uniforms protecting what we are, joining together to take on the world with our heavy metal“), la mia fase di maturazione è avvenuta col blues. Il blues è stata la scelta ovvia per un periodo di introspezione, pieno di problemi e di strane e disperate storie affettive (“You know the sky, the skys been cryin, Can you see the tears roll down my nose“); Ed è per questo, in una bella fase della mia vita, in cui ho degli obiettivi ed ho consolidato le mie amicizie, ho un amore in cui riversare tutti i miei pensieri e una casa, in una splendida terra, da riempire di propositi non può che essere il country a dipingere questo periodo.

If I gave you my hand would you take it
And make me the happiest man in the
world
If I told you my heart couldn’t beat one more minute w
ithout you, girl
Would you accompany me to the edge of the sea
Let me know if you’re really a dream
I love you so, so would
you go with me


03
Oct 08

My tractor’s sexy 2

campagna-016.jpg


10
Sep 08

la storia in un click..

Capita ogni tanto che mi imbatta in qualche sito che mi faccia non disperare sul futuro e l’utilità di internet. L’ultimo su cui mi son imbattuto è l’archivio storico del times. Tramite questo sito è possibile accedere gratuitamente a tutte le edizioni del quotidiano londinese dal 1785 in poi. Leggere la decapitazione di Maria Antonietta descritta da un cronista del tempo credo sia davvero qualcosa di impagabile. Molto interessante oltretutto dare uno sguardo alle pubblicità.. quelle degli anni 20 sono splendide.

Ho già deciso di cancellare dalla memoria l’esistenza di questo link altrimenti credo perderò la vita leggendomi TUTTI gli articoli esistenti.

http://archive.timesonline.co.uk/tol/archive/#


02
Sep 08

Francia!

Realizzato e messo online il video del nostro viaggio in Francia.

Credo sia stata la vacanza più bella fatta fino ad ora. Guardatelo con le casse accese, perchè la musica (ovviamente country: “Alabama: Dixieland delight”) merita.


24
Aug 08

My tractor’s sexy..

Ho trovato il mio alter-ego!! Incredibile..ho trovato ME che canto! Proprio il genere che ora sto studiacchiando, e pure lo stesso abbigliamento..

notate poi la ragazza.. che.. diciamo.. ricorda… BABI!!

fantastico..

http://it.youtube.com/watch?v=i2KmzFABujM&feature=user


04
Aug 08

perle

ninjaOggi mi son chiesto se fare l’ingegnere fosse conveniente. Sopratutto rispetto a ciò che davvero volevo fare da grande: il ninja.

Quantitativamente conviene fare l’ingegnere, si guadagna mediamente 10.000$ all’anno in più, secondo fonti accreditate: Controlla i salari

[edit] : come lespaul mi fa notare, il salario degli ingegneri non è cosi alto. Ha ragione, è basato su statistiche americane, in cui il lavoro viene pagato decisamente meglio. Da che mi viene da pensare che un ninja in sardegna viene pagato massimo 600€ al mese. Poi magari come minimo trova solo lavoro a progetto. Che sfiga.. uno si fa il culo per diventare ninja, e poi trova lavoro solo in un callcenter.. che vita misera.


04
Aug 08

Protocollo di jojo

Ognuno di noi ha indubbiamente un insieme di manie, regole e stranezze. Una delle mie riguarda il tempo dedito all’ascoltare altre persone. Nel tempo la mia asocialità ha sviluppato una sorta di insofferenza riguardo le emissioni fonetiche e, come ogni emissione ritenuta nociva, a lungo andare si deve assolutamente trovare un rimedio o soluzione. La prima parte è indubbiamente il riconoscimento dei fattori, o il “modello” che esprime il fenomeno, e sucessivamente trovare un sistema di contromisure da adottare. Insomma ciò che voglio è trovare un “protocollo di kyoto” per le “emissioni fonetiche non desiderate”, che verrà chiamato d’ora in poi “protocollo di jojo”.

Inizamo col modello: nei giorni lavorativi, dall’esatto istante in cui mi sveglio, fino alla fine della tazza di caffèlatte non devo sentire alcuna parola.Nessuna. Niente suoni articolati pronunciati da esseri viventi devono arrivare al mio timpano.

Matematicamente: detta P la quantità di parole, t il tempo sia:
- t0 il momento della sveglia
- tc la fine del caffellatte

DEVE:

P(t0<t<tc) = 0

Il modello porta quindi ad una procedura di regolamentazione, del protocollo di jojo, denominata “Azioni di contenimento per il periodo caffellatorio di transizione”.

L’attuazione del protocollo deve avvenire senza sconvolgimenti estremi. Nello stato di jojo&babi la soluzione che ho adottato è una soluzione falso-romantica-puramente-egoistica: con la scusa di preparare la colazione alla mia amata e di “alzarmi presto per aiutare il mio metabolismo”, la mia sveglia è puntata 1.18 minuti prima. In questo modo la mia colazione avviene nel più totale silenzio.
Questa è una attuazione evoluta rispetto a quella adolescenziale che prevedeva il “metodo Homer”, non sempre raggiungibile: il metodo, utilizzato nello stato “jojo&genitori”, consiste nel porre il cervello in stand-by durante la colazione, focalizzando l’ attenzione su delle scimmiette che si  solleticano, impedendo perciò la ricezione intellettiva dei dialoghi mattutini di mia madre (il metodo in alcuni testi è chiamato “metodo screensaver”).

Il secondo periodo è l’arrivo in ufficio. Il problema principale qui è discernere il contenuto informativo delle parole utilizzate dai colleghi e l’effettivo quantitativo di parole utilizzato nell’arco della giornata. Per modellizzare questo, ho idealizzato il “word budget”. Questa quantità, indicata con W, rappresenta il numero massimo di parole spendibili nell’arco della giornata da un singolo individuo, pesato dal contenuto informativo delle stesse. Il peso p di una parola w è una quantità compresa tra 0 e 1. Quindi possiamo dire che il word budget di una persona è, considerando con U il simbolo unione, indicato in

W = Up*wi , per i = 0 a N.

N rappresenta il numero massimo di parole che si concede ad un individuo, stabilito grazie ad una statistica precedente.

Il problema è che se una persona esaurisce il suo budget subito, utilizzando un numero elevato di parole con contenuto informativo basso, si ha che le successive parole a contenuto informativo alto, sforando il budget,  verranno ignorate.

é questo il caso della mia collega di banco, ad esempio. Lei, che tendenzialmente mi sta simpatica, ha la mania di  esaurire il suo budget nella prima mezz’ora (tra l’altro interagendo con effetti non lineari ancora residui del periodo caffellatoso), elencando inutili particolari sul suo viaggio in auto dall’abitazione all’ufficio, e con la enunciazione fonetica delle sue azioni, ad esempio: “ora mi abbasso la sedia”, “prendo la penna e firmo il foglio” e cosi via. Il budget rapidamente decresce e quindi a fine giornata il firewall è impostato in modalita “block all”, e vengono ignorate informazioni del tipo “Ho completato il task affidatomi”. Matematicamente si esprime indicando con C l’attenzione dedicata, e si ottiene

C (p*Wj) –> 0, per j -> inf | j > N

(trad.: l’attenzione dedicata, tende a zero per ogni parola superiore al buget).

Il protocollo di jojo prevede il “trattamento dei residui nocivi al 10% lavorativi”.  La soluzione consiste, oltre al metodo Homer che però crea problemi di rendimento anche per attività collaterali, nell’utilizzo di software appositi.
Il migliore consiste nel “generatore di rumore bianco”. Tale software genera un costante fruscio, a tutte le frequenze, simile al rumore di “radio FM che non prende..”.  Tale rumore, grazie all’ausilio di cuffie, permette l’isolamento completo dall’ambiente esterno.

Alcuni software più evoluti utilizzano suoni prelevati da ambienti naturali (rive, boschi..) ma il loro utilizzo crea dipendenza, e in alcuni soggetti si è manifestato il problema di “evasione da ufficio e presentazione domanda di assunzione nelle guardie forestali tibetane”.

Il protocollo di jojo è un protocollo OpenSource protetto da licenza GPL? (“Già Parlando il Lunedì?”).

Si spera in un fruttuoso scambio di opinioni (scritte, non verbali) per la stesura del protocollo jojo 0.2.